Chi sono

Sono daccordo con l'affermazione di Frank Zappa secondo cui "parlare di musica è come ballare di architettura".

Amo Antony and The Johnsons, Fabrizio De Andrè, i Metallica (fino al black album), la musica indy e la libertà di stampa, l'acqua che esce dai rubinetti, le persone che sorridono, i bambini e l'elasticità mentale. Penso profanamente che tutto questo sia un dono sacro, un privilegio di pochi, e che se una cosa non va come dovrebbe, anzichè analizzare il mondo, dovremmo offrire un'alternativa.

Mio nonno era falegname e con le ante di un vecchio armadio ha costruito quella che è stata la mia prima chitarra.

Mi piacciono le persone che fanno le cose meravigliosamente bene ma senza prendersi troppo sul serio, credo che valga anche per la musica, l'amore, la falegnameria, il commercio, la politica, il teatro.

Scrivo colonne sonore per il cinema e la tv, uno strumento quest'ultimo, che quasi più nessuno stima molto, neanche chi ci lavora. Ho avuto però la fortuna di collaborare con persone che amano il proprio lavoro, ma non solo: persone che conoscono la responsabilità di quello che fanno e il ruolo che ricoprono. Che non si appoggiano all'idea che tutto è uno schifo, ma che davanti allo schifo, si rimboccano le maniche, coinvolgono gli altri, e danno una ripulita.

Scrivo musica perchè sento il bisogno di trasformare il flusso delle cose della vita in un flusso altrettanto trascendente di suoni. Ho sempre l'impressione che i sospiri provocati dalla musica contengano la stessa quantità di stupore, consapevolezza e mistero.

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